top of page

Tracce e impressioni che nascono dai #libri

frammenti di #menu

lettere, anche mai inviate e altri fogli di #carta

assente al Salone

  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 1 min

Il mio libro è al Salone di Torino.

Io, al Salone, non ci sono mai andata. Non so perché, ho sempre trovato dei pretesti, troppo caro, troppo faticoso, troppa gente, e io i libri li compro in libreria, la sera.

E poi la scappatoia meravigliosa, che mi toglie da ogni impiccio, di qualunque genere, e ci credono tutti, maggio è un mese complicato, terribile, per gli impegni scolastici. Fa sempre presa.

Al Salone non ci sono mai voluta andare.

Però poi mi sento esclusa, dalle fotografie, dal girovagare, da un firmacopie qualsiasi (io che odio i firmacopie, dal venghino signori venghino, che non so fare e mi umilia da morire).

Eclusa dagli incontri con altri autori: ma quali incontri, che questo è un mestiere solitario, e in questi anni di scrivi, insegui, pubblica, insegui di nuovo, lamentati, ne ho conosciute davvero poche, di persone del settore.

Così non ci vado e mi considero un’esclusa (felice), e non so se sentirmi in colpa verso il mio libro, per averlo lasciato da solo in quel bailamme, o abbandonata da lui e dal mio editore che si sono messi in viaggio nottetempo per Torino senza neppure provare a invitarmi.



1 commento

Valutazione 0 stelle su 5.
Non ci sono ancora valutazioni

Aggiungi una valutazione
Ospite
12 ore fa
Valutazione 5 stelle su 5.

ti comprendo, il salone è una vetrina, un mettersi in mostra. Bisogna nascere con tale necessità! necessaria se si vuole vendere, a volte.

Mi piace
bottom of page