Sta finendo la #scuola
- 19 mag 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 9 giu 2025
7 maggio, mercoledì
Dopotutto quest’anno è passato in fretta. Trascorrono sempre più velocemente gli anni.
Oggi simulazione della prova di maturità saltata la scorsa settimana. La classe è dimezzata, pare a causa di un virus intestinale. Anche noi siamo stati male la notte scorsa, dolori fino alle due, ci siamo addormentati esausti e la sveglia ha suonato dopo quattro ore.
Spegnete i cellulari.
Lentamente l’estate si avvia sui binari che le sono propri. In aula finestre spalancate. Silenzio imbarazzante e, dentro, il rumore atono e continuo del neon.
(…)
A momenti ho ancora dolore, anche ai reni. Una leggera nausea.
Il fatto è che devo trattenermi per la riunione della quinta, la farsa per stilare il documento d’esame, un puzzle composto dalle relazioni di ogni docente, più volte copiate negli anni precedenti. Stesse parole, stesse considerazioni. Se hanno studiato toglici un “non”, aggiungi a mediocre un “poco più che”, modifica il numero degli alunni. Programma uguale, al massimo da sfoltire, a volte aggiungici la parola “cenni”.
La riunione è alle diciassette. Esco alle tredici, pomeriggio di primavera. Mangio una pizza e bevo una birra, mi provoca una leggera sonnolenza. Alle due girovago per la scuola, vado in bagno e prendo una bottiglia d’acqua alla macchinetta. Faccio qualche telefonata,ma la gente è a pranzo e mi liquida.
Liliana sta dalla madre. Mi rifugio nell’aula di informatica per lavorare, accendo un pc e fisso lo schermo. Conto quanti ce ne sono,una distesa di macchine bianche e azzurre davanti a me. Sono azzurre anche le sedie. Quattro per fila, sette file, tanti computer muti. Le sedie a posto sotto i banchi. Una trentina.
Sonno terribile, la birra è stata un errore, l’aveva detto Liliana che sbagliavo, mi sarebbe venuta sonnolenza, sono stata anche male durante la notte, ha la capacità di rovinarmi ogni momento di libertà e di condizionarmi il futuro,come la storia dei soldi.
Se appoggio la testa sulla cattedra e dormo, non se ne accorge nessuno. Maggio è tiepido, c’è silenzio torbido, accogliente nel brusio della palestra che ospita il gruppo sportivo esterno. O forse sarebbe meglio che prendessi un caffè.
Ma alzarmi è faticoso e poi non ho terminato di contare per bene i computer.
Se andassi nel corridoio,troverei qualcuno con cui fare due chiacchiere, ma si parlerebbe di scuola. E so che cosa direbbero, adesso che è maggio,vicina la fine,pare si dimentichino quello che abbiamo passato nei mesi precedenti.
Sono tutti traditori.
(…) Odio tutti, i colleghi molli e traditori, gli alunni e chi mi ha costretto a riconsegnare i soldi alla vecchia.
Daniela Stallo, Bruciati vivi, Arkadia, Cagliari, 2021



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