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mezzanotte meno un quarto a Matera

16 ore fa
Tempo di lettura: 2 min

Un ringraziamento speciale a tutti per una serata che porterò nel cuore.

Ho capito a che cosa servono le #presentazioni di un libro. Certo permettono di lasciare un messaggio e raccontare di una storia. Non è questo l’aspetto più importante.

Tutte le presentazioni fatte e quelle che verranno, di questo e di altri libri, devono la loro vita ai colleghi, alle amiche, non certo alle case editrici che, ognuna a modo proprio, lancia il libro come un proiettile su scaffali affollati e se lo dimentica. Pare sia così e bisogna pure ringraziare di avere accesso all’editoria non a pagamento.

A ogni modo.

Presentare #Mezzanotte meno un quarto nella cornice di #Matera è stata un'emozione forte, resa unica da una città incredibilmente vivace, ricca di associazioni piene di energia e di iniziative.

E poi una sera magica: vento freddo dalla gravina, candele che hanno illuminato strade, vicoli e scalinate, spente le luci elettriche. 

Però neppure questo è il senso di queste presentazioni, di questa presentazione. Né il libro, né il luogo, ma le persone.

Un grazie immenso va a Cristina Acucella, che noi eravamo amiche e vicine e poi, per i disturbi e i movimenti dell’universo, siamo diventate amiche e lontane. Cristina ha curato la presentazione con sensibilità e intelligenza, ci ha messo tutta la sua cultura e la capacità di narrazione, ha riunito persone e voci, e ha dato voce a quella del libro.

Di questo voglio scrivere qui, della gratitudine per esserci ritrovate, come se soltanto il giorno prima avessimo fatto, tutto concentrato, passeggiate baresi, discussioni scombinate, condivisione di libri, di confidenze, e ricerche inutili su quei movimenti irragionevoli dell’universo di cui dicevo.

Io non ci credo ai rapporti a distanza, mi affaticano, ho bisogno di toccare le persone per sopravvivere, per raccontarmi, e credo che la distanza ammazzi il legame. Sono gelosa di quello che avviene a distanza senza di me.

E invece ogni volta mi devo ricredere, e questa volta più di altre, che forse con le pagine lette insieme e i racconti delle nostre terre e la libertà di non modificare la cadenza, e il condividere i pesi e custodire i ricordi, si può curare lo smarrimento della lontananza e la preoccupazione dell’oblio.

 

Presentazione indimenticabile, grazie a tutti quelli che hanno partecipato.


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