Errikousa
- 21 lug 2025
- Tempo di lettura: 1 min

Non t’abbandono, mia Terra Ionica
di rocce dolci e pungenti;
ferite gentili raccontano storie
e di versi segnano i sentieri
ove s’aggiran sguardi pieni d’amore.
Faccio un salto a casa, quella d’origine, e segnalo questa raccolta di poesie raffinata, tra mito e memoria, che vede la collaborazione artistica di Pietro Palummieri (disegni e dipinti) e di Tommaso Duggento (fotografie).
Mariapia Fusco intreccia la sensibilità contemporanea con la potenza evocativa del mito. E ogni suggestione antica diventa archetipo di emozioni contemporanee, attuali.
La musicalità è accompagnata dalle immagini, dai colori, il suo registro lirico si alterna a quello pittorico e narrativo: così i versi, che sembrano lamenti classici, preghiere intime, parlano con la terra che Mariapia Fusco canta.
Perché la sua poesia, pur dialogando con la storia, pare abbia questo obiettivo: valorizzare il territorio con un canto d’amore.
Mare e orizzonti, capperi lungo le coste, e delfini, cipressi e ulivi, e vento. Luce, profili di isole sospese, respiri infiniti. L’autrice non si limita a descrivere il paesaggio, ma lo arricchisce di significati più ampi, e cattura l’essenza della terra, che diventa simbolo di tradizione, cultura, identità, memoria, e quindi radicamento.
Ogni poesia è una finestra dalla quale guardare il mondo fuori. Per chi ci vive, è riscoperta e a volte nostalgia. A chi è sconosciuta, quella terra diventa viaggio e sempre metafora.
Mariapia Fusco, ERRIKOUSA, SENTIERI DIVERSI
Con Pietro Palummieri (in arte Palù) e Tommaso Duggento.
Mandese Editore, Taranto



Hai colto nel segno la profondità della mia opera. Grazie Daniela Stallo!